CIRCOLARI

A cura di:

  • 31/05/2018

    ​Due recenti provvedimenti normativi hanno regolamentato le modalità di recupero dell'IVA erroneamente addebitata all'acquirente dal fornitore, fornendo importanti risposte a problemi legati all'esigenza di garantire la neutralità nei confronti degli operatori economici. Tali misure tendono a colmare alcune lacune del sistema applicativo dell'IVA che derivavano, essenzialmente, da un insufficiente coordinamento fra le disposizioni dettate per garantire il gettito del tributo e quelle che permettono il recupero dell'imposta indebitamente esposta in fattura. In particolare, con la legge europea 2017 è stato disposto che – nei casi in cui la non debenza dell'imposta risulti da accertamento definitivo - il cedente o prestatore può chiedere la restituzione all'Amministrazione finanziaria dell'imposta non dovuta entro due anni dall'avvenuta restituzione al cessionario o committente dell'importo pagato a titolo di rivalsa, mentre con la legge di bilancio 2018 è stato chiarito che se il cessionario o committente ha detratto tale imposta, la detrazione viene comunque riconosciuta, ma è applicabile una specifica sanzione non proporzionale, compresa fra un minimo di 250 a un massimo di 10.000 euro.

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