IL FISCO SOTTO LA LENTE

Assonime svolge attività di approfondimento e soluzione di questioni fiscali, sia attraverso la redazione di pareri pro veritate sia attraverso risposte telefoniche. Questa attività, che si affianca a quella di analisi e commento dei provvedimenti legislativi fiscali, costituisce uno degli ambiti di maggior interesse per le imprese: in un anno sono più di cento i pareri forniti dall'Area fiscale alle imprese e più di mille le risposte ai quesiti telefonici.

Assonime, attraverso questa sezione del sito, segnala alle imprese una selezione dei temi fiscali di maggior interesse interpretativo che da marzo 2016 hanno costituito oggetto di approfondimento nell'ambito dell'attività pareristica. I pareri rilasciati restano del tutto riservati, così come le relative conclusioni.


Le imprese associate o che intendono associarsi, possono rivolgersi all'Associazione per formulare quesiti interpretativi su temi fiscali di loro interesse:

contatti per le imprese associate: 06.69529215 sandra.sciosci@assonime.it

contatti per le imprese non associate: 06.69529239 erasmo.pimpinella@assonime.it



Parere n. 9/2017. Acquisti di merce a pronti con obbligo di rivendita allo stesso venditore e swap su commodities

E' stato rilasciato un parere sulla corretta rappresentazione contabile di un'operazione, frequente in determinati settori merceologici, nella quale un soggetto acquista merce a un prezzo (a pronti) pari a quello risultante dalla media delle quotazioni del relativo indice di borsa ad una certa data, obbligandosi a rivenderla allo stesso venditore al prezzo determinato sulla base della stessa formula adottata per il prezzo a pronti. Nella fattispecie, l'acquirente a pronti, per proteggersi dal rischio relativo alle variazioni del prezzo di rivendita della merce quale risultante dall'applicazione della predetta formula, ha altresì stipulato degli swap su commodities, fissando così il prezzo di rivendita; ci è stato chiesto se la predetta fattispecie debba essere rappresentata contabilmente secondo le regole previste per le operazioni di pronti contro termine ai sensi dell'art. 2424-bis, comma 5, del cod. civ.

Parere n. 8/2017. L'opzione per le nuove fattispecie di consolidato e la determinazione degli acconti

Il parere si è soffermato sulle regole da seguire per l'esercizio dell'opzione per le nuove fattispecie di consolidato ex art. 117 introdotte dal c.d. decreto internazionalizzazione (d.lgs. n. 147/2015)  e per la determinazione degli acconti dovuti in relazione al primo periodo d'imposta di attivazione delle nuove tipologie di consolidato.

Parere n. 7/2017. Conseguenze, ai fini IRES e IRAP, della svalutazione integrale dell'avviamento 

E' stato rilasciato un parere sulla fattispecie dell'azzeramento del valore residuo dell'avviamento relativo a un ramo di azienda per il quale siano mutate radicalmente le originarie prospettive reddituali. Il tema è dibattuto: secondo una prima tesi, il regime fiscale dovrebbe essere quello dell'azzeramento di oneri pluriennali; secondo altra tesi, anche l'azzeramento della voce avviamento va assoggettato alla disciplina prevista per le svalutazioni di asset immateriali.

Parere n. 6/2017. Conseguenze sul piano contabile di un accordo di toll manufacturing 

Nell'ambito di processi di riorganizzazione dei gruppi societari una società che possiede un impianto produttivo può essere incaricata della lavorazione della materia prima fornita da altra società del gruppo (committente) tramite la stipula di contratti di toll manufacturing. Il parere ha analizzato se e in quali circostanze, in base ai principi contabili internazionali (IAS17 e IFRIC 4), l'accordo si debba eventualmente  qualificare e rappresentare contabilmente alla stregua di un leasing degli impianti in cui il toll manufacturer viene identificato come il concedente e la società committente come l'utilizzatore.

Parere n. 5/2017. Società consortile e applicabilità del transfer pricing 

Sul piano civilistico, i costi sostenuti da una società consortile, in virtù dello scopo mutualistico dell'ente, sono ribaltati sui consorziati senza applicare particolari maggiorazioni e in modo tale che la società chiuda in pareggio. Il parere ha affrontato il tema dell'applicabilità della disciplina del transfer pricing (art. 110 comma 7 TUIR) nell'ipotesi in cui uno dei soggetti consorziati sia una società appartenente al gruppo residente all'estero.

Parere n. 4/2017. Aspetti contabili relativi alla procedura di sostituzione degli articoli venduti con consegna  di buoni acquisto per i soggetti IAS/IFRS

Nel settore retail viene spesso riconosciuto il diritto del cliente a sostituire il bene che presenti vizi o non sia di suo gradimento a particolari condizioni. Se il bene viene riconsegnato, ma non immediatamente sostituito per temporanea indisponibilità, il cliente riceve un buono acquisto. Il parere ha affrontato il tema del momento temporale in cui, in base agli IAS/IFRS, il ricavo della vendita può dirsi conseguito in caso di avvio della procedura di sostituzione.

Parere n. 3/2017. Quote di OICR inserite nel portafoglio titoli di trading e nel portafoglio AFS (available for sale) 

L'inserimento di quote di un fondo comune di investimento nel portafoglio di trading o AFS (available for sale) di una impresa IAS adopter può dar luogo a conseguenze di varia natura, ai fini fiscali, a seconda che i titoli in questione siano o meno da ricondurre al novero di quelli partecipativi; è stato rilasciato un parere sul corretto inquadramento di questi strumenti finanziari.

Parere n. 2/2017. Derivati di copertura del rischio cambi sui flussi finanziari e disciplina di deduzione degli interessi passivi

Nel caso di ricorso a derivati di copertura del rischio cambi, il differenziale tra cambio spot e cambio forward esistente al momento di accensione del derivato viene talora contabilizzato sotto la voce oneri o proventi finanziari. Il parere si sofferma sulla natura di questo differenziale e sulla sua rilevanza agli effetti dell'applicazione della disciplina relativa alla deduzione degli interessi passivi ai fini IRES (art. 96 del TUIR).

Parere n. 1/2017. Noleggio di beni, iperammortamento e disciplina antielusiva

Dato che l'agevolazione dell'iperammortamento introdotta dalla legge n. 232 del 2016 è regolata, salvo eccezioni, dalla disciplina del superammortamento (legge n. 208/2015) si assume che, in caso di noleggio di un bene, essa possa spettare al soggetto locatore/noleggiante. Il parere affronta la questione se l'iperammortamento possa essere legittimamente fruito dal locatore/noleggiante anche quando il vantaggio fiscale conseguito consenta a tale soggetto di praticare sconti commerciali in favore della controparte, e cioè dell'utilizzatore del bene.

Parere n. 28/2016. Fusione per incorporazione, retrodatazione degli effetti contabili e fiscali e cancellazione delle operazioni intercompany 

L'OIC 4 prevede che, in caso di retrodatazione contabile della fusione, la società incorporante, dopo aver recepito i saldi contabili delle operazioni realizzate dall'incorporata durante il periodo oggetto di retrodatazione (cd. periodo interinale), debba provvedere ad elidere i componenti generatisi per effetto delle operazioni intercorse nel medesimo periodo tra incorporante e incorporata. La ratio della cancellazione risiede nell'idea che, a seguito della retrodatazione, si debba assumere che fin dall'inizio dell'esercizio abbia operato un unico soggetto, ossia la società incorporante. In quest'ottica, si rende necessario mantenere evidenza dei soli fatti gestionali intercorsi con i soggetti terzi rispetto all'incorporata. Il problema che si pone è se questa impostazione contabile possa o meno trovare riconoscimento fiscale. La questione è delicata soprattutto nei casi in cui i componenti delle operazioni reciproche che vengono cancellate non sono simmetrici (es. l'incorporata rileva un ricavo e l'incorporante capitalizza il costo).

Parere n. 27/2016. Crediti vantati verso debitori assoggettati a procedure concorsuali e criteri di deduzione delle perdite

Il D.L.vo n. 147 del 2015 ha apportato ulteriori modifiche alla disciplina della deduzione delle perdite su crediti, introducendo, tra l'altro, un nuovo comma 5-bis nell'art. 101 del TUIR e una norma di interpretazione autentica dello stesso art. 101, comma 5. Il parere esamina alcune questioni interpretative sollevate in merito alla portata di queste innovazioni in relazione a due tipologie di fattispecie: a) la svalutazione per la prima volta di crediti verso debitori assoggettati a procedure concorsuali in esercizi precedenti; b) l'azzeramento, a seguito della chiusura della procedura concorsuale, di crediti per i quali in passato era stata già operata una svalutazione non dedotta ai fini fiscali.

Parere n. 26/2016.  Scissione parziale con efficacia posticipata e rilevanza, ai fini ACE, degli utili formatisi nel corso dell'esercizio di attuazione dell'operazione

Una società, nel corso dell'esercizio n, effettua una scissione parziale in favore della beneficiaria stabilendo che i relativi effetti decorrano dall'esercizio n+1. La società scissa, relativamente all'anno n consegue un utile di esercizio che viene accantonato a riserva in sede di approvazione del bilancio, ossia nell'anno n+1. Il parere affronta la questione se in una fattispecie del genere, ai fini dell'applicazione dell'ACE, l'incremento patrimoniale relativo all'utile dell'anno n debba essere considerato come di pertinenza esclusiva della società scissa oppure vada ripartito tra la società scissa e la società beneficiaria secondo il criterio di cui all'art. 173, comma 4, del TUIR e, cioè, in proporzione alle quote di patrimonio netto contabile trasferite e rimaste a seguito della scissione, alla stessa stregua delle posizioni soggettive indistinte riferibili alla scissa.

Parere n. 25/2016. Trasformazione delle imposte differite attive in crediti di imposta in presenza di perdite fiscali da parte di società aderenti a un regime di tassazione di gruppo

Una società che aderisce al consolidato fiscale in qualità di consolidante è titolare di DTA (imposte differite attive) suscettibili di essere trasformate in crediti di imposta ai sensi dell'art. 2, comma 56-bis, del d.l. n. 225 del 2010. La trasformazione avverrebbe tramite contestuale consumazione della perdita fiscale di periodo. La stessa società tuttavia, partecipando al consolidato fiscale, sarebbe astrattamente tenuta a trasmettere la propria perdita fiscale alla fiscal unit. La questione affrontata nel parere attiene alla possibilità di scegliere, a livello di singola società, se e in che misura effettuare la conversione delle imposte differite attive in modo da trasmettere al consolidato le sole perdite fiscali residue, ossia quelle nel frattempo non consumate per effetto di tale conversione.

Parere n. 24/2016. Trasferimento di residenza all'estero e mantenimento della stabile organizzazione in Italia – Conseguenze ai fini dell'applicazione dell'ACE

L'agevolazione ACE si applica non solo ai soggetti residenti titolari di reddito d'mpresa, ma anche ai soggetti non residenti che operino in Italia mediante una loro stabile organizzazione. La disciplina ACE, per converso, non si occupa degli effetti delle operazioni straordinarie e non chiarisce quali debbano essere i criteri cui attenersi nel caso di una riorganizzazione societaria che comporti il trasferimento della residenza all'estero e il contestuale mantenimento in Italia di una stabile organizzazione. Il parere si sofferma sulle implicazioni di questo passaggio, sia con riferimento all'incremento di patrimonio netto rilevante ai fini dell'agevolazione (cd. base ACE),  sia con riferimento alle eventuali eccedenze ACE non dedotte preesistenti all'operazione.

Parere n. 23/2016. I rapporti tra stabile organizzazione estera di un'impresa italiana e la propria casa madre ai fini IVA

E' stato rilasciato un parere che analizza i rapporti intercorrenti, ai fini IVA, tra la stabile organizzazione estera di una impresa italiana e la propria casa madre. In particolare, è stato indicato se la casa madre italiana sia tenuta o meno ad emettere fattura in relazione ai servizi che la stabile organizzazione esegue direttamente nei confronti di committenti esteri. Inoltre è stato precisato il trattamento da riservare ai servizi resi da soggetti terzi alla casa madre e da quest'ultima riaddebitati alla stabile organizzazione.

Parere n. 22/2016. Gli invii di beni prodotti in base a contratto di appalto nell'Iva intracomunitaria 

Nell'ambito della disciplina Iva degli scambi intracomunitari rimane dubbio se gli invii di beni prodotti in base a contratti di appalto siano da disciplinare come prestazioni di servizi oppure se debba essere applicato il regime proprio delle cessioni intracomunitarie. Nel parere sono delineati i criteri di riferimento per questa indagine, anche ai fini del corretto assolvimento degli obblighi di trasmissione degli elenchi INTRASTAT.

Parere n. 21/2016. La deduzione dall'imponibile IRAP del costo relativo a personale dipendente a tempo indeterminato

Il parere affronta alcune questioni riguardanti la deducibilità dei costi sostenuti per il personale dipendente a tempo indeterminato. In particolare, è stata esaminata la possibilità di riportare in dichiarazione l'intero costo per il personale a tempo indeterminato, senza operare una distinta indicazione delle deduzioni fisse previste per il contenimento del cuneo fiscale e della deduzione analitica al netto delle deduzioni fisse. Inoltre, è stata esaminata la possibilità di comprendere fra i costi deducibili, oltre a quelli ordinari inerenti al rapporto di lavoro a tempo indeterminato, anche quelli non ordinari (quali, ad esempio, le indennità per il prepensionamento e le varie forme di incentivo all'esodo)

Parere n. 20/2016. La deduzione dall'imponibile IRAP dei costi relativi a lavoratori stagionali 

La legge di stabilità per il 2016 ha disposto la deducibilità, dalla base imponibile IRAP, dei costi sostenuti per i lavoratori stagionali nei casi in cui tali lavoratori siano impiegati per almeno centoventi giorni per due periodi d'imposta, a decorrere dal secondo contratto stipulato con lo stesso datore di lavoro nell'arco di due anni a partire dalla data di cessazione del contratto precedente. Il parere affronta il problema della deducibilità di questi costi per i lavoratori stagionali impiegati in base a contratti di somministrazione di lavoro nei casi in cui il contratto sia stato stipulato in anni diversi, con diverse Agenzie del lavoro, per l'utilizzo di un medesimo lavoratore.

Parere n. 19/2016. Servizi internazionali: i criteri per il riconoscimento della non imponibilità ai fini Iva

Il  parere ha esaminato l'ambito applicativo dell'art. 9, comma 1, n. 6 del d.p.r. n. 633 del 1972, secondo cui i servizi internazionali o connessi agli scambi internazionali, assimilati alle cessioni all'esportazione, sono non imponibili ad IVA.

Posto che in tale disciplina non rientrano le mere forniture di beni e servizi che non danno luogo agli interventi di carattere strutturale cui la norma si riferisce, nel parere sono esaminati i criteri di riferimento per stabilire, ai fini del riconoscimento della non imponibilità, quando un'operazione è qualificabile come cessione con posa in opera, e quando invece è qualificabile come prestazione di servizi.

Parere n. 18/2016. Qualificazione ai fini IVA del pagamento dei corrispettivi alla consegna dei beni

Nei contratti di somministrazione o, più in generale, in quelli a esecuzione continuativa o periodica, spesso le parti si accordano per il pagamento dei corrispettivi alla consegna dei beni. In alcuni casi può accadere che la somma pagata non corrisponda esattamente a quella dovuta e fatturata perché i quantitativi consegnati non corrispondono esattamente a quelli  ordinati. Il parere ha esaminato la qualificazione, ai fini IVA, del pagamento eccedente per verificare se esso debba essere considerato come un acconto delle forniture successive (da fatturare come tale) o piuttosto come una cessione di denaro esclusa dal tributo.

Parere n. 17/2016. Trattamento fiscale in capo al locatario IAS adopter delle somme erogate in suo favore dal locatore

E' stato analizzato il trattamento fiscale, in capo al locatario IAS adopter, delle somme erogate in suo favore dal locatore per diverse finalità. Nella fattispecie in esame, il locatore, proprietario di un centro commerciale composto da diversi uffici/negozi locati a terzi, era infatti tenuto per contratto a corrispondere ai locatari una determinata somma di denaro a fronte: a) delle spese sostenute dai conduttori per l'allestimento e l'arredo dei locali affittati o per la ristrutturazione degli stessi; b) delle spese sostenute dai locatari per il trasferimento obbligatorio da un locale all'altro del medesimo centro commerciale; c) della rinuncia, da parte dei locatari, alla loro facoltà di recesso dal contratto di locazione.

Parere n. 16/2016. Utilizzo in compensazione di crediti IVA nell'ambito delle liquidazioni di gruppo

Ai fini dell'utilizzo in compensazione di crediti IVA nell'ambito delle liquidazioni di gruppo ex art. 73 del d.P.R. n. 633 può dar luogo ad incertezze il rinvio, stabilito dal relativo decreto di attuazione del 13 dicembre 1979, all'applicabilità delle disposizioni in materia di garanzia previste dall'art. 38-bis del d.P.R. n. 633, come modificato dal decreto legislativo n. 175 del 2014. Nel parere sono state esaminate alcune regole riguardanti la durata delle garanzie, la loro decorrenza e l'esonero dalla prestazione delle garanzie che trovano applicazione nelle liquidazioni di gruppo.

Parere n. 15/2016. Deducibilità ai fini IRES e IRAP dei costi per consulenze professionali

E' stato rilasciato un parere sulla deducibilità, ai fini IRES e IRAP, di costi per consulenze professionali relativi a un progetto di emissione di un prestito obbligazionario non andato a buon fine.

Parere n. 14/2016. Conversione obbligatoria di azioni di risparmio in azioni ordinarie

Sono stati forniti chiarimenti sul corretto trattamento fiscale, ai fini delle imposte sui redditi, di un'operazione di conversione obbligatoria di azioni di risparmio in azioni ordinarie. In particolare il parere ha riguardato l'eventuale rilevanza impositiva del conguaglio in denaro (c.d. premio di conversione) previsto in favore dei soci possessori delle azioni di risparmio.

Parere n. 13/2016. Cessioni di energia elettrica a rivenditore estero

Il parere ha esaminato la possibilità di qualificare le cessioni di energia elettrica rese a un rivenditore estero come cessioni all'esportazione (come tali concorrenti alla formazione del plafond spendibile per l'acquisto di beni e servizi in sospensione di imposta). Per rispondere a tale quesito, è stato necessario esaminare la rilevanza territoriale delle cessioni di energia, posto che pur essendo l'energia ai fini Iva considerata un bene e non un servizio, non trova applicazione il generale criterio di territorialità stabilito per le cessioni di beni mobili, ma criteri particolari che tengono conto delle caratteristiche del prodotto

Parere n. 12/2016Transfer price: deduzione dei costi sostenuti dalla controllante per l'acquisizione della società target 

La fattispecie esaminata è quella di un'acquisizione, tramite un'operazione di Merger Leverage Buy out, di una società target non residente posta in essere da un gruppo italiano tramite la costituzione di una società veicolo anch'essa non residente. Il parere ha analizzato la legittimità, in base alle linee Guida OCSE in tema di transfer pricing, della deduzione dei costi sostenuti dalla controllante italiana nel corso del tempo a fronte di questa acquisizione: dunque, sia nella fase iniziale di reperimento dei fondi per capitalizzare la società veicolo, sia nella fase successiva, in cui – a seguito del peggioramento inatteso della redditività della società target – la stessa controllante aveva dovuto assumersi una parte del debito inizialmente confluito sulla società acquisita, in quanto non più sostenibile.

Parere n. 11/2016. Individuazione delle holding industriali 

Molte sono le criticità interpretative registratesi nel corso del tempo ai fini dell'individuazione delle cd. holding industriali a seguito della sopravvenuta abrogazione dell'obbligo di iscrizione nel registro speciale di cui all'art. 113 del TUB. Come è noto, l'Agenzia delle entrate, nella circolare n. 37/E del 2009, in discontinuità con il passato, aveva indicato un criterio di individuazione delle holding industriali basato su un test di tipo patrimoniale (valore contabile delle partecipazioni in società industriali e relativi finanziamenti prevalente sul totale dell'attivo) che però non è stato recepito nei modelli dichiarativi se non con le istruzioni del modello IRAP 2014. Il parere si sofferma sul fondamento della tesi dell'Agenzia e sugli eventuali comportamenti difformi di chi abbia ritenuto ancora validi i criteri di identificazione basati sul diverso test (patrimoniale e reddituale) già contemplato dalle norme attuative dell'art. 113 del TUB.

Parere n. 10/2016. Beneficial owner e conduit companies

Il parere si è soffermato sull'evoluzione della nozione convenzionale di beneficial owner con particolare riferimento alle c.d. conduit companies

La nozione di beneficial owner è stata introdotta nel modello OCSE del 1977 per prevenire l'uso distorto delle Convenzioni contro le doppie imposizioni attraverso l'interposizione di un soggetto terzo tra il beneficiario finale del reddito e il debitore; in quella prospettiva si specificò che i benefici convenzionali non potevano trovare applicazione quando destinatario dei flussi reddituali fosse un agente, un intermediario o un semplice administrator. 

Successivamente, il concetto si è però evoluto; per tale ragione, l'analisi della fattispecie portata all'attenzione di Assonime è stata condotta alla luce del dibattito OCSE e degli ultimi orientamenti dell'Amministrazione finanziaria. In quest'ottica, nel parere sono stati esaminati e discussi sia gli indici della natura "conduit" del veicolo societario sia i profili legati alla corretta qualificazione dei flussi reddituali. 

Parere n. 9/2016. Profili elusivi di un accordo di ristrutturazione

Il parere si è soffermato sugli eventuali profili elusivi di un accordo di ristrutturazione proposto ai creditori ex art. 182 della legge fallimentare. Le particolari modalità seguite nell'esecuzione di tali accordi potrebbero essere ritenute elusive e dar luogo, da parte dell'Amministrazione finanziaria, a contestazioni volte a disconoscere i vantaggi tributari conseguiti dal contribuente. 

Il parere ha esaminato i presupposti applicativi della disciplina antiabuso oggi in vigore – l'art. 10 bis della legge n. 212 del 2000, come introdotto dal decreto legislativo n. 128 del 2015 – in relazione ai vantaggi fiscali nella fattispecie conseguiti dal contribuente, individuando pertanto gli eventuali vantaggi suscettibili di essere disconosciuti dall'Amministrazione finanziaria.

Parere n. 8/2016. Modalità di contabilizzazione degli accordi di ripartizione dei costi di head quarter 

Il parere ha affrontato il tema delle modalità di contabilizzazione degli accordi di ripartizione dei costi di head quarter nel caso di un gruppo che svolga funzioni di vertice tramite una società residente all'estero e che si avvalga di una controllata italiana per la esecuzione di un'attività di service nella ripartizione dei costi da riaddebitare alle varie società controllate e collegate. Il parere si è soffermato sulle modalità di rilevazione in bilancio delle transazioni che la controllata effettui con la controllante e dei relativi riaddebiti e, cioè, se la controllata italiana possa limitarsi a rilevare a conto economico la sola commissione relativa al servizio prestato.

Parere n. 7/2016. L'opzione di riallineamento per i marchi

Il parere ha avuto ad oggetto la possibilità di accedere all'opzione di riallineamento – prevista per i soggetti IAS Adopter dalla legge n. 208 del 2015 – per il caso di un marchio a vita indefinita che era già stato in precedenza oggetto di affrancamento e che presentava una nuova divergenza tra valori contabili e fiscali dovuta agli ammortamenti nel frattempo dedotti in via extracontabile, come consentito dall'art. 103, comma 3 bis del TUIR. L'analisi si è estesa alle modalità tecniche da seguire nell'imputazione e nel successivo ammortamento dell'importo oggetto di riallineamento.

Parere n. 6/2016. Conferimenti di rami di azienda in regime di neutralità fiscale 

Il parere ha approfondito la tematica dell'effettuazione in successione di conferimenti di rami di azienda in regime di neutralità fiscale e della sorte di un avviamento, insito in uno di questi rami aziendali, che sia stato già oggetto di affrancamento. L'analisi viene condotta anche alla luce dei documenti di prassi dell'Agenzia delle entrate, in base ai quali – come è noto – la conferitaria sarebbe legittimata ad iscrivere ed eventualmente affrancare una nuova voce di avviamento (cfr. la circolare dell'Agenzia delle entrate n. 8/E del 2010).

Parere n. 5/2016. Trattamento fiscale dei riaddebiti infragruppo 

Per le imprese IAS adopter, un aspetto che presenta non poche criticità interpretative è quello del trattamento fiscale dei riaddebiti infragruppo in caso di piani di stock grant e di stock options in favore dei dipendenti di società controllate. Il parere ha messo a fuoco il problema esprimendosi sulla qualificazione dei riaddebiti sia ai fini civilistici che ai fini fiscali.

Parere n. 4/2016. Soggetti IAS adopter e derivati di copertura 

Il parere si è soffermato su un'ipotesi ricorrente: quella del soggetto IAS adopter che faccia ricorso ad un derivato di copertura di fair value di un finanziamento a tasso fisso in modo da trasformarlo in un finanziamento a tasso variabile. Questa operazione comporta, oltre alla trasformazione del flusso degli interessi passivi da fissi a variabili, anche l'iscrizione del derivato e della passività da finanziamento al rispettivo fair value; iscrizione che può dar luogo all'emersione in bilancio di un differenziale positivo o negativo. Il parere si è espresso sulla necessità o meno di tener conto dei differenziali di fair value della passività e del derivato ai fini del computo degli interessi passivi da dedurre nei limiti di cui all'art. 96 del TUIR.

Parere n. 3/2016. Deduzioni extracontabili da quadro EC

La disciplina delle deduzioni extracontabili da quadro EC imponeva l'istituzione di un vincolo di copertura, ossia un regime di sospensione di imposta delle riserve di patrimonio netto per importo corrispondente agli utili che non avessero concorso alla formazione dell'imponibile per effetto di tali deduzioni. Il vincolo in questione sussiste ancora per non poche imprese e comporta la tassazione degli utili distribuiti in caso di incapienza delle riserve residue di patrimonio netto. Il caso esaminato ha riguardato un soggetto IAS adopter che, dopo avere distribuito in corso d'anno l'utile dell'esercizio precedente, subisca una contrazione di patrimonio netto al di sotto del vincolo di copertura: contrazione non imputabile a tale distribuzione ma alla emersione, a fine esercizio, di riserve negative di derivati di copertura di cash flow hedge. Il tema si interseca con quello della natura effettivamente attribuibile alle riserve dei derivati da cash flow hedge, che è stato invece esplicitamente risolto dal legislatore per le imprese ITA GAAP con le nuove disposizioni sui bilanci di esercizio introdotte del d.l.vo n. 139 del 2015.

Parere n. 2/2016. Accordi di ristrutturazione: sistemazione debitoria  

Il caso esaminato è stato quello di una sistemazione debitoria già concordata con i creditori a seguito dell'approvazione di un accordo di ristrutturazione ex art. 182 bis della L.F. L'esecuzione dell'accordo, tuttavia, non avveniva con risorse proprie della società debitrice o con quelle messe a disposizione dal socio a titolo di apporto, bensì mediante un'operazione di acquisto diretto da parte del socio dei crediti verso la controllata, a un corrispettivo pari a quello previsto dall'accordo, e una successiva rinuncia da parte del socio in favore della controllata. Poiché nel caso di specie queste particolari modalità attuative conducevano, pro tempore, a un regime più favorevole rispetto quello tipico delle sistemazioni ex art. 182 bis della L.F. (la detassazione completa della rinuncia del socio in luogo di quella parziale della sopravvenienza ex art. 182 bis L.F.) si chiedeva di conoscere se il vantaggio in questione potesse ritenersi indebito e censurabile alla luce della nuova disciplina antiabuso (art. 10 bis legge n. 212/2000)

Parere n. 1/2016. Cessioni di partecipazione in regime di participation exemption 

La delimitazione dei costi specificamente afferenti alle cessioni di partecipazione in regime di participation exemption è una tematica controversa. Il parere si è espresso sulla possibilità o meno di ricomprendere in questa nozione anche le remunerazioni straordinarie eventualmente riconosciute in favore di dipendenti o amministratori a seguito del buon esito dell'operazione e sui tratti distintivi di questi oneri rispetto a quelli strettamente afferenti alla cessione.

 

 

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