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  • 06/12/2019

    ​Assonime pubblica l'articolo che il Presidente Innocenzo Cipolletta ha scritto per il sito InPiù.

    Dietro la stanchezza del Pil c'è chi cresce e chi si ridimensiona

    L'Istat ha certificato, nei giorni scorsi, una sostanziale fase di ristagno dell'economia da almeno due anni. Il Pil sale e scende di zero virgola ogni trimestre ma alla fine la crescita complessiva resta zero. La spesa per consumi è leggermente positiva, grazie anche al reddito di cittadinanza che comunque ha messo nelle tasche di famiglie povere qualche soldo da spendere. Invece gli investimenti calano perché le prospettive non sono favorevoli, soprattutto sul versante internazionale, scosso dalla guerra dei dazi scatenata da Trump e dalla crisi dell'auto che ha fermato la Germania.

    Ma, se la crescita è zero, tuttavia ciò non significa che tutte le attività e tutte le imprese siano in una fase di ristagno. Al contrario, questa crescita zero nasconde evoluzioni positive compensate da vere e proprie crisi aziendali. Chi ha esportato, è cresciuto bene sino a qui e chi si trova nei settori del digitale sta continuando a conoscere una crescita, mentre molte imprese tradizionali stanno accusando i colpi di una congiuntura difficile. Come sempre accade, il sistema economico si sta ristrutturando durante i periodi di crisi e di stagnazione, per poter riprendere a crescere quando le condizioni esterne lo permetteranno. L'Italia non è in declino, ma in una fase di forte trasformazione: bisognerebbe che la politica investa su quanto di nuovo sta nascendo, piuttosto che affannarsi a sostenere ciò che si sta ridimensionando.

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