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  • 06/02/2020

    ​Assonime pubblica l'articolo che il Presidente Innocenzo Cipolletta ha scritto per il sito InPiù. 

    Se le sentenze arrivassero in tempi ragionevoli non ci sarebbe bisogno della prescrizione

    In un paese normale non dovrebbe esserci l'istituto della prescrizione per i processi. In un paese normale i processi dovrebbero durare il minor tempo possibile e concludersi tutti con una sentenza. La prescrizione non ci sarebbe perché sarebbe inutile. Invece in Italia c'è l'istituto della prescrizione perché i processi durano troppo a lungo. Quindi il problema non è la prescrizione, ma la durata dei processi. Vero, ma è anche vero che alcuni (molti?) avvocati, specie quelli più costosi, sanno sfruttare la prescrizione allungando il brodo del processo per favorire la sua prescrizione che, per i loro assistiti, funziona spesso meglio di una sentenza che, per sua natura, è di esito incerto. E magari anche qualche giudice può ritenere preferibile far scadere un processo scomodo piuttosto che cimentarsi in una sentenza. E' così che, da effetto della lungaggine dei processi, la prescrizione diviene essa stessa causa della loro lunghezza. Come uscirne? La via maestra è quella di varare tutte le modifiche delle norme che rallentano i processi (ci sono molte norme che possono essere cambiate a questo scopo) e abolire del tutto la prescrizione perché, a questo punto, non sarebbe più necessaria.

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