IN PIU'

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  • 10/10/2019

    Assonime pubblica l'articolo che il Direttore Generale Stefano Micossi ha scritto per il sito InPiù.

    Bankitalia e Upb sottolineano i punti deboli della manovra

    Le audizioni parlamentari sulla Nota di Aggiornamento del Def (Nadef) hanno visto sfilare in Parlamento il ministro dell'Economia Gualtieri, il vice Dg della Banca d'Italia Signorini e il presidente Pisauro dell'Ufficio Parlamentare di Bilancio (Upb). Il ministro ha naturalmente ripetuto quel che già aveva scritto nel documento del governo; appare evidente che il passare dei giorni ha ridotto, invece di aumentare, i suoi margini di manovra, grazie principalmente al cecchinaggio dei partner di governo (Renzi in testa). Che non sembrano neppure sfiorati dall'idea che un bilancio migliore potrebbe aiutare l'economia; a loro basta segnalarsi in contrasto all'azione di governo.

     

    Nella sua relazione introduttiva, Signorini ha richiamato l'attenzione sul fatto che, nonostante gli sforzi di contenimento della spesa dell'ultimo decennio, il rapporto tra spesa corrente primaria (cioè, senza gli interessi sul debito) e il Pil ha superato il 41%, e su qualche promettente risultato della lotta all'evasione - richiamando però un'esigenza di prudenza nelle stime dei frutti immediati, chiaro accenno alla scarsa credibilità delle cifre indicate nella Nadef da questa fonte di entrate. Avrebbe potuto anche ricordare che il nuovo regime forfettario della partite Iva al di sotto di 65mila euro di entrate totali potrebbe aprire nuove voragini nelle entrate. Quanto al debito pubblico, Signorini si è limitato a notare che, dopo l'aumento previsto per l'anno in corso, il rapporto debito/Pil è previsto scendere marginalmente l'anno prossimo, con forti rischi al rialzo, mentre la prevista riduzione nel triennio fino al 2022 è inferiore a quella del Def di un punto percentuale (a causa di un disavanzo netto superiore di 0,7 all'anno). Continuiamo a "spingere il barattolo giù per la strada", promettendo aggiustamenti che per ora non sono credibili.

     

    Anche il presidente dell'Upb, pur mantenendo una mano lieve (il quadro politico è quello che è), ha sottolineato qualche aspetto problematico. Ha ricordato che nelle proiezioni del governo, tutto il risparmio d'interessi viene fagocitato dagli aumenti di spesa - in larga parte dovuti a Quota 100 e Reddito di cittadinanza, che nessuno ha il coraggio di rimettere in questione, con Salvini alle porte. Ha sottolineato gli elementi di rischio nelle proiezioni di disavanzo e debito, e ha puntigliosamente ricordato che la Nadef si discosta di 0,7 punti percentuali dagli obiettivi di bilancio strutturali concordati solo due mesi fa e che il rischio di deviazione dagli obbiettivi è elevato anche per la regola della spesa. Il rischio che la Commissione chieda di correggere la proposta di Legge di Bilancio, in novembre, come già fece l'anno scorso, non è trascurabile.


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