LA VOCE DEL DIRETTORE

A cura di:

  • 09/06/2020

    Assonime pubblica l'articolo che il Direttore Generale Stefano Micossi ha scritto per il sito InPiù.

    I nodi politici e amministrativi che ingessano normative e procedure
     
    Tutti vogliono semplificare. Ma dietro la parola d’ordine “semplificazione” si nascondono obbiettivi contrastanti e livelli molteplici di resistenza burocratica. L’esempio più lampante riguarda l’enorme potere di interdizione lasciato negli ultimi decenni nelle mani del ministero dell’ambiente e delle soprintendenze, che sono diventati i portavoce dell’opposizione diffusa nel paese a qualunque opera che trasformi il territorio e le nostre città. Il primo blocco delle famose opere che non si riescono a finire sta qui: è pronoto il governo dei grillini ad affrontare questa questione? C’è poi il problema della moltiplicazione delle leggi che escono come un fiume da un parlamento bulimico, il quale non si preoccupa affatto della coerenza dei nuovi strumenti normativi con il corpo dell’esistente. Da anni chi se ne intende propone di affidare al Consiglio di Stato il compito di codificare le principali materie, ripristinando un minimo di certezza sugli obblighi legislativi. Ma non si decide mai di farlo.
     
    C’è anche il problema di una dirigenza pubblica umiliata dalle interferenze politiche, minacciata di sanzioni terribili se sbaglia, impoverita nelle competenze da politiche di assunzione sistematicamente clientelari. La loro sfiducia in chi li dirige si manifesta in intoppi burocratici insuperabili. Non a caso la riforma della dirigenza non è mai decollata. Infine, c’è un sistema di controlli ex-ante sui contratti e sugli appalti – cui negli anni recenti si è voluto aggiungere l’Anac – di tipo formalistico, che scoraggia ogni decisione e che andrebbe smantellato. Dietro ognuno di questi blocchi vi sono interessi consistenti. C’è qualcuno in questo governo che ha la percezione completa della complessità del problema e ha il coraggio di intervenire in profondità per cambiare questo sistema disfunzionale? Sapendo che la soluzione non è nella sospensione delle leggi, ma nella costruzione di buone leggi e di un buon sistema di controlli.


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