LA VOCE DEL DIRETTORE

A cura di:

  • 02/02/2021

    Assonime pubblica l'articolo che il Direttore Generale Stefano Micossi ha scritto per il sito InPiù.

    Il caso GameStop e il braccio di ferro con gli hedge fund ribassisti
    La settimana scorsa ha visto l'irruzione in larga scala dei social sulla borsa americana, con effetti pesanti sugli hedge fund che avevano preso posizioni scoperte su certe azioni. Una in particolare, GameStop, ha visto il suo valore salire del 400% nell'ultimo mese, con un afflusso crescente di investitori coordinati attraverso il sito Reddit WallStreetBets, un sito animato da influencer che danno consigli (tips) sulle posizioni scoperte sul mercato e ne promuovono l'assalto da parte di milioni di piccoli investitori retail (siamo arrivati a 6 milioni di partecipanti). GameStop è una società che stava andando piuttosto male, proprio per questo presa di mira da alcuni hedge funds; il principale venditore allo scoperto, Melvin Capital Management, ha perso quasi il 53% del valore dei suoi investimenti nel mese di gennaio.
     
    Il volume delle transazioni - 50 milioni di titoli GameStop sono passati di mano solo venerdì scorso - ha prodotto anche, come effetto collaterale, una stretta di liquidità sui brokers che agiscono come clearing house degli scambi, conducendo già da giovedì a blocchi temporanei degli scambi. Uno di essi, Robinson, ha dovuto raccogliere in fretta un miliardo di dollari giovedì scorso e ancora 2,4 miliardi ieri per non esser travolto dalle richieste di maggiori margini sulle sue operazioni. I blocchi degli ordini sono stati visti dai siti degli "assalitori" come una mossa per tagliare le gambe alle operazioni degli investitori al dettaglio (e difendere i grandi hedge fund), generando forti polemiche. Il regolatore finora è stato a guardare. La febbre di borsa sta diffondendosi anche ad altri mercati, in un clima frenetico che ricorda i periodi prima delle grandi crisi finanziarie.
     
    Ieri mattina il più grande fondo Etf in metalli, iShares Silver Trust, ha visto il suo turnover salire fino a 6 miliardi di dollari. Mentre gli investitori retail sono in cerca di nuovi target scambiando informazioni sui loro siti, gli hedge funds stanno comperando informazioni da nuovi provider che vendono analisi dei "sentimenti" che si intravedono nelle loro scelte. Non so se tutto questo vada visto come una benvenuta manifestazione di democrazia economica, o invece sia un altro esempio delle dinamiche senza controllo prodotte dalle piattaforme social. Il fatto è che un numero enorme di investitori al dettaglio ora sta cavalcando una galoppata certamente slegata dal valore sottostante delle azioni. A un certo punto il galoppo si fermerà e i valori crolleranno. Non so chi ha detto che quando una bolla speculativa coinvolge il barista e la donna delle pulizie, beh quello è il segno certo di una bolla speculativa, dunque che è arrivato il momento di uscire dalla borsa.


  • Condividi:

Non sei associato?

Per le nostre Associate a disposizione notizie e archivi documentali sempre aggiornati.
Servizi e consulenze personalizzate pensati per rispondere ai diversi bisogni.

contattaci per associarti
tieniti aggiornato sui temi di tuo interesse

Accedi

Effettua il login per accedere alla tua area riservata e consultare il dettaglio dei documenti.