NEWS LEGISLATIVE

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  • 07/04/2022

    Nell'ambito delle misure urgenti per contrastare gli effetti economici e umanitari della crisi russo-ucraina stabilite con il decreto-legge 21 marzo 2022, n. 21, sono previste – all'art. 30 – disposizioni in tema di approvvigionamento di materie prime critiche.

    Tali disposizioni hanno carattere temporaneo – trovando applicazione fino al 31 luglio 2022 – e sono volte, in particolare, a salvaguardare gli interessi strategici e i livelli produttivi nazionali, ponendo sotto controllo i flussi commerciali concernenti l'esportazione verso Paesi terzi di determinate materie prime, in ragione della loro momentanea carenza dovuta alla particolare situazione di crisi internazionale.

    Per quanto riguarda l'ambito di applicazione – soggettivo e oggettivo – di tali disposizioni, è utile evidenziare che sono tenute all'osservanza dell'obbligo di notifica preventiva al MAECI (Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale) e al MISE (Ministero dello Sviluppo Economico), le "imprese italiane o stabilite in Italia che intendono esportare, direttamente o indirettamente, fuori dall'Unione europea":

    - le materie prime critiche, da individuarsi con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, ai sensi del comma 1 del citato art. 30, "sulla base della rilevanza per l'interesse nazionale e del pregiudizio che deriverebbe dall'operazione, anche in relazione alla necessità di approvvigionamento di filiere produttive strategiche";

    - i rottami ferrosi, anche non originari dell'Italia, considerati ex lege come "materie prime critiche" (v. il predetto comma 1 dell'art. 30, DL n. 21/2022).

    Con specifico riferimento alle esportazioni di rottami ferrosi, il 1° aprile scorso è stata diramata la circolare congiunta MAECI-MISE, che – nel fornire indicazioni operative per il corretto adempimento dell'obbligo di notifica in parola – ha reso noto il modello uniforme di informativa da inviarsi, "almeno dieci giorni prima dell'avvio dell'operazione", alle seguenti caselle email:

    nerf@pec.mise.gov.it

    dgue.10@cert.esteri.it

    Sotto il profilo soggettivo, nel ribadire che l'obbligo di notifica preventivo riguarda le imprese italiane o stabilite in Italia, la citata circolare precisa che devono intendersi per "stabilite" le imprese "che abbiano stabile organizzazione in Italia anche ai sensi dell'art. 162 TUIR".

    Sotto il profilo oggettivo, è utile osservare che nell'informativa devono essere inseriti i seguenti dati:

    • la partita IVA e la ragione sociale dell'esportatore,
    • il Paese di destinazione finale,
    • la ragione sociale del cliente,
    • il codice doganale (TARIC) completo,
    • il peso complessivo,
    • il valore in euro,
    • la data prevista di avvio dell'operazione,
    • eventuali note.

      Salvo che il fatto costituisca reato, l'inottemperanza all'obbligo di notifica preventiva comporta l'applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria pari al 30 per cento del valore dell'operazione e, comunque, non inferiore a euro 30.000 per ogni singola operazione.

      Infine, la circolare del 1° aprile scorso precisa che, sulle mancate notifiche ovvero sulle notifiche incomplete, verranno effettuati controlli di concerto con la Guardia di Finanza e con l'Agenzia delle dogane e dei monopoli.

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