NEWS EUROPA

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  • 23/06/2020

    Il 17 giugno scorso la Commissione per i problemi economici e moneratari (ECON) del Parlamento europeo ha pubblicato un progetto di relazione di iniziativa (i.e. una relazione con cui il PE invita la Commissione – che non è obbligata- a presentare una proposta legislativa) sugli sviluppi dell'Unione dei Mercati dei Capitali (CMU) per favorire l'accesso al mercato, soprattutto delle PMI, e la partecipazione degli investitori al dettaglio.

     

    In particolare, il progetto di relazione, chiede l'eliminazione delle barriere di accesso al mercato - inclusa la semplificazione normativa, piu' volte sollecitata da Assonime) - per diversificare le fonti di finanziamento delle PMI e facilitare il loro accesso al mercato dei capitali; e sollecita la creazione di un grande fondo paneuropeo privato a sostegno delle PMI (Fondo di offerta pubblica iniziale).

     

    Per favorire la ripresa dopo la crisi COVID -19, il progetto di relazione sollecita interventi normativi mirati sul regolamento Prospetto, sulla direttiva sui mercati degli strumenti finanziari (MIFID), sul regolamento sulla cartolarizzazione e sul regolamento sugli abusi di mercato (MAR).

    Anche Assonime, per favorire la ripresa, ha sollecitato modifiche al regolamento Prospetto e MAR, si vedano in particolare le proposte inviate con EuropeanIssuers alla Commissione il 16 giugno scorso (si veda nostra news).

     

    Sempre in tema di modifiche legislative, il progetto sottolinea come il sistema di reporting della MIFID Il e del regolamento europeo sulle infrastrutture di mercato (EMIR) sia complesso e costoso. E, con riferimento alla MIFID, esorta la Commissione a chiarire la differenza tra investitori professionali e al dettaglio, per consentire di adattare il trattamento dei clienti in base alle loro conoscenze ed esperienze sui mercati; e di prendere in considerazione, in linea con quanto sostenuto da Assonime, l'introduzione di una categoria di investitori "semiprofessionali", per rispondere meglio alla realtà della partecipazione al mercato.

     

    Inoltre, il progetto di relazione chiede agli Stati membri di modificare i regimi fiscali nazionali per ridurre gli ostacoli agli investimenti transfrontalieri; e rendere le procedure nazionali di insolvenza più efficienti ed efficaci al fine di aumentare la certezza del diritto di tali investimenti.

     

    Infine, il progetto chiede – in linea con quanto sollecitato da Assonime - una convergenza della vigilanza per promuovere un modello europeo comune, guidato dall'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA), e ridurre gli ostacoli alle operazioni transfrontaliere.

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