NOTE E STUDI E APPROFONDIMENTI

A cura di:

  • 22/04/2026

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    A pochi mesi dalla conclusione del PNRR (giugno 2026), il sistema giustizia si trova in una fase cruciale: trasformare le riforme e gli investimenti realizzati in risultati strutturali e duraturi. Il Piano ha introdotto un cambio di approccio significativo, basato su obiettivi misurabili, interventi normativi e investimenti in capitale umano, digitalizzazione e organizzazione. Tuttavia, il bilancio complessivo evidenzia progressi importanti, ma non ancora consolidati.

    Nel settore penale, i target di riduzione dei tempi sono stati formalmente raggiunti, ma emergono segnali recenti di rallentamento che mettono in discussione la sostenibilità dei risultati. Nel settore civile, invece, l'obiettivo principale appare difficilmente conseguibile: la riduzione del disposition time si ferma al 27,8% rispetto al 2019, lontano dal target del 40%, con criticità concentrate soprattutto nei Tribunali.

    Sul fronte dell'arretrato, i risultati sono positivi per quanto riguarda lo smaltimento delle pendenze più risalenti, ma il quadro complessivo resta problematico: dal 2024 tornano a crescere nuove iscrizioni e procedimenti pendenti, segnalando un sistema ancora incapace di assorbire stabilmente la domanda di giustizia.

    Permangono criticità strutturali rilevanti: scoperture di organico elevate, instabilità dell'Ufficio per il processo, digitalizzazione incompleta e spesso inefficiente sul piano operativo, oltre a ritardi negli interventi di edilizia giudiziaria. Questi fattori incidono direttamente sulla capacità del sistema di garantire tempi certi e qualità delle decisioni.

    Per il sistema economico, tuttavia, la questione centrale non è solo la durata dei procedimenti, ma anche la prevedibilità della risposta giudiziaria. Uniformità interpretativa, stabilità degli orientamenti e certezza del diritto rappresentano condizioni essenziali per ridurre il rischio legale, favorire gli investimenti e rafforzare la competitività del Paese.

    L'esperienza del PNRR evidenzia che le riforme processuali, da sole, non sono sufficienti: è necessario un intervento strutturale e continuativo su organizzazione, risorse e qualità della giurisdizione. In questa prospettiva, il Piano strutturale di bilancio 2025-2029 rappresenta un primo passo verso il consolidamento delle riforme, ma richiede un rafforzamento in termini di risorse, governance e continuità.

    Priorità strategiche

    • rafforzare stabilmente il capitale umano e colmare le scoperture di organico;
    • consolidare e ampliare l'Ufficio per il processo;
    • completare e rendere effettiva la digitalizzazione, anche attraverso il passaggio al cloud;
    • rafforzare la funzione nomofilattica della Corte di cassazione per aumentare la prevedibilità delle decisioni;
    • incentivare gli strumenti alternativi di risoluzione delle controversie e semplificare le procedure esecutive e concorsuali. ​

    In conclusione, il PNRR ha avviato un processo di modernizzazione rilevante, ma non ancora sufficiente a superare le criticità strutturali del sistema. La prosecuzione degli interventi oltre il Piano è essenziale per trasformare la giustizia in una leva stabile di crescita, fiducia e competitività per il Paese.


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