Assonime, in collaborazione con la Fondazione Openpolis, pubblica oggi il PNRR Watch, un progetto di monitoraggio sullo stato di attuazione di alcune misure del PNRR considerate strategiche per il futuro del Paese. Con questa iniziativa intendiamo proporre una analisi più approfondita rispetto al conseguimento formale di “milestone e target" al fine di valutare concretamente i risultati raggiunti, le criticità incontrate e le prospettive future nei settori più rilevanti per la crescita e la competitività nazionale.
Questo secondo numero del PNRR Watch è dedicato alla transizione ecologica e si concentra su alcune misure centrali per il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione, efficienza e sicurezza energetica: gestione dei rifiuti ed economia circolare, smart grid, infrastrutture di ricarica per la mobilità elettrica, investimenti nel settore idrico e lo sviluppo della filiera dell'idrogeno verde. Complessivamente le misure analizzate mobilitano risorse per circa 12 miliardi di euro.
L'analisi evidenzia che, nonostante i numerosi traguardi PNRR conseguiti sotto il profilo formale, permangono rilevanti criticità nella fase esecutiva e nella concreta messa a terra dei progetti. Tra le criticità più ricorrenti delle misure analizzate, si evidenziano innanzitutto le difficoltà tecniche e procedurali, spesso legate alla complessità degli iter autorizzativi, alla presenza di vincoli urbanistici o ambientali e alla necessità di coordinamento con diversi enti competenti. A queste si aggiungono numerosi casi di rinuncia da parte dei beneficiari, talvolta riconducibili alla scarsa sostenibilità economica degli interventi immaginati in fase di strutturazione del PNRR o alla rigidità dei requisiti e ai tempi stretti richiesti in fase di selezione, rendicontazione e realizzazione.
Nonostante le difficoltà e i ritardi, con alcune revisioni mirate sarebbe ancora possibile arrivare a una conclusione soddisfacente del PNRR. Ciò però non può prescindere da una più efficace capacità di attuazione, con uno snellimento delle procedure burocratico-amministrative, un migliore coordinamento tra i vari soggetti coinvolti e un'accelerazione molto significativa sul fronte della realizzazione dei diversi interventi finanziati, attivando anche i poteri sostitutivi nei casi di più grave ritardo attuativo.
Occorre infine segnalare che la scarsa qualità e completezza dei dati disponibili continua a rendere di fatto molto complesso valutare in maniera puntuale e senza il rischio di incorrere in errori quello che è il reale stato di avanzamento delle opere.